| Ma fatta salva la buona
volontà degli attori, "The bedroom farce" ("Camere da letto")
di Alan Ayckbourn non è per nulla caratterizzato da quella "comicità
decisamente veloce e ritmata e da un humour spigliato e diretto"
tanto declamati nella locandina.
Le gag davvero irresestibili sono probabilmente
nascoste sotto il letto. Sì, la risata può scapparci, anche
perché lo spettatore si tiene pronto nell'eventualità che,
prima o poi, una battuta possa ripagarlo di due ore di spettacolo,
in realtà però più che a una commedia semplice e spassosa
si assiste alla celebrazione della banalità.
La scenografia scarna lascia ancora più
spazio ai dialoghi, prevedibili e alquanto deludenti. Se -
sempre come dice la locandina - gli otto personaggi ce la
mettono tutta per passare una semplice tranquilla serata,
lo spettatore ce la mette tutta per non cadere abbioccato.
Raccolto il teatro (un centinaio di posti), pittoresco il
contorno (ricorda molto le recite oratoriane, con grande partecipazione
di parenti e amici nel pubblico), scontato il finale.
f.o.
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