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Creare un altro essere umano che
sia in qualche modo biologicamente tuo e assicuri la sopravvivenza
di una parte di te non sembra poi così male………sì però che
non diventi un'ostinazione tanto sono tutte balle.
Tra i vari ostinati ci sono Antonio
ed Edoardo, gli amanti omosessuali - protagonisti dello spettacolo
in questione. Siamo negli anni 20' e non esisteva ancora l'ingegneria
genetica e gli uteri in affitto (meglio affittare agli studenti
e ai giapponesi che pagano e dopo pochi anni se ne vanno..…)
ma i due simpatici mattacchioni sembrano avere comunque un'ideona:
avere due figli da due prostitute, una volta avuti se di sesso
opposto aspettare una certa età per farli riprodurre tra di
loro (non vi preoccupate, li obbligano a sposarsi) e una volta
concepito questo bambino considerarlo proprio (tante cavolo
di storie per voler bene a un nipote….).
Ma scaviamo un attimo nella loro
ordinaria vita. Antonio è un chansonniere da tabarin (che
di solito è una delle professioni sconsigliate dai prof. delle
medie) Edoardo è un marchese che proviene da una famiglia
assolutamente usuale : la madre (a cui la parrucca sembra
aver soffocato le cellule cerebrali) coltiva la passione per
gli innesti (di rose), la sorella coltiva la passione per
gli incesti (di fratelli). C'è poi la sorellastra che oltre
ad essere cieca ed avere una pettinatura da cieca (i non vedenti
mi scusino per i termini) viene utilizzata come serva …………….chi
sa che pacchia quando pulisce la cristalleria……..
Per ritornare ai due protagonisti……il
loro amore è proprio forte, resiste al giudizio altrui, alle
repressioni fasciste, alle canzoni napoletane a prova di Lega,
e alle musiche che partono nei momenti romantici (un ibrido
tra "il Carrozzone" di Renato Zero e la cantilena della tua
segreteria). Dopo citazioni inquietanti tipo "intesa fatta
di silenzi" "vediamo se qualcuno ci vende 1 kg di serenità"
i due riescono così a raggiungere il loro macchinoso piano
riproduttivo.
Passano anni……….Nella metà degli
anni 70' Saro (il simpatico innesto - nipote che nonostante
la piena rivoluzione giovanile sembra uscito dal vicino "Bar
Magenta" ) trova i diari in cui Edoardo aveva raccontato tutta
la verità sulla sua procreazione (non frugate MAI nei cassetti
dei genitori…..si trova veramente di tutto). A questo punto
Saro - che del resto aveva già probabilmente accumulato rabbia
per la scelta del suo nome - si arrabbia provocando involontariamente
la morte di Antonio………………
Ma in fondo caro Saro come insegna
lo spettacolo "l'importante è sapersi vivere le cose perché
le cose in sénon hanno alcuna importanza"……..ma che
cazzo vuol dire?? Si insomma uno spettacolo che per ritmo
e trama si può vedere anche dopo 8 ore di lavoro sulla catena
di montaggio senza la paura di addormentarsi ……..e la paura
a teatro (ammettetelo!) c'è sempre.
Giudizio: istruttivo Se vuoi veramente realizzare un sogno
te ne devi sbattere del prossimo.
Lucia Ciocia
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