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Dialoghi indoppiabili

Quando mi hanno detto che dovevo intervistare un doppiatore, ho pensato: "Cazzo, siamo in tre". Eh sì perché se quello è professionalmente deviato, si doppia in continuazione. Qua viene fuori un casino, mi son detta. Ma visto che il mio capo non ha accolto l'obiezione, sono andata, pronta a un dialogo in stereo.

Ma visto che il mio capo non ha accolto l'obiezione, sono andata, pronta a un dialogo in stereo. Invece a parte il primo momento in cui ho avuto l'impressione di essere caduta dentro uno spot pubblicitario, le cose sono andate bene. Vittorio Bestoso sulla carta d'identità alla voce professione ha la fortuna di scrivere ATTORE. Ok, sulla carta d'identità ognuno può scrivere quello che vuole, ma se non è vero sei proprio uno sfigato.

Visto che madre natura l'ha dotato di una gran bella voce, Vittorio fa anche il doppiatore. Ha fatto il pinguino in Batman. E tanti cartoni animati. "Io che sono buono, dolce, sensibile, romantico mi becco sempre le parti del vero bastardo. Sarà per la mia voce, istituzionale - racconta -. Quando ho iniziato, avevo un maestro che era un vero stronzo. Nel senso buono. Con una voce come la mia, fare il doppiatore è facile. Ma lui non me la faceva mai usare. Mi ha fatto usare le altre mille voci che avevo. Tutti hanno mille voci"

Penso a quando canto sotto la doccia e mi vengono brividi di orrore. Come si doppia un cartone animato? E'difficile? "Per doppiare un cartone animato ci vuole un bravo direttore del doppiaggio che capisca quale voce sta meglio a un mostro verde, con quattro antenne e i denti di fuori... La maggior parte dei cartoni poi è in giapponese e tu hai voglia a guardare e capire i vari stati d'animo...

Comunque in pratica succede così: tu entri in sala di registrazione e ti mettono una cuffia. La prima volta vedi il cartoon con il sonoro. La seconda volta vedi il cartoon e il sonoro è solo in cuffia. La terza volta vedi il cartoon e doppi. Questo quando va bene e di solito non succede mai. Prima della registrazione c'è chi prova anche 14 o 15 volte. Anche la traduzione poi è un bel trip. E stare a tempo". Gli chiedo quali sono i requisiti per diventare un doppiatore, perché mi sembra che qua l'affare si ingrossa... "Tre cose. Una buona dizione, un'ottima capacità di andare a sync (traduzione profana e volgare: tempo) e buone qualità interpretative. Guarda, anche un buon attore può essere che cercando di andare a tempo perda la dizione o viceversa".

E se un ragazzo volesse fare il doppiatore? "Glielo sconsiglio vivamente". Vabbé dai, dico, tutti quelli di una certa età dicono così a quelli più giovani, deve essere un vezzo artistico. "Hai ragione. In realtà ci sono delle ottime scuole di recitazione, come il CTA a Milano. Seguire una scuola di recitazione è un po' come fare una psicoterapia: tira fuori delle cose di te impensabili".

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