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Salgo le scale e
suono il campanello, lei mi apre, ha i capelli rossi come
il fuoco, 32 anni, divorziata, è la mia vicina e fa la psicanalista;
con la solita scusa, "Hai due uova?", mi intrufolo in casa.
Lei sempre gentile e sempre
col sorriso mi dice di si; entra in cucina e la sento aprire
il frigo; con molta disinvoltura mi introduco nello studio
e mi sdraio sul lettino con fare da paziente.
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Sigmund Freud incorniciato
e attaccato al muro mi guarda storto perché sa che lui è il
passato mentre io sono il futuro. Entra, mi vede lì disteso,
ride, appoggia i pulcini mancati, prende il suo blocco più
la Montblanc e si sedie accanto a me. Allora attacco: "Sai,
ho questa cosa che mi turba da un po', riguarda il mio capo;
io lo guardo negli occhi, lui guarda nei miei, e in quel momento
mi sento male perché non riesco a capire chi è più pazzo tra
noi due!" ; aspetto una risposta ma avverto che lei non mi
ha neanche sentito; capisco tutto e le dico di invertire i
ruoli, quindi mi passa gli attrezzi del mestiere e si sdraia
sulla pelle nera del lettino.
Mentre inizia a parlare,
senza farmi vedere, cerco di infilarmi la Montblanc da 600
mila nella tasca; "Ieri sera sono andata in un locale, si
chiama Royalto o qualcosa di simile, lo conosci?", "No", "
E' in via Pier della Francesca se non mi sbaglio", "Ok, ti
credo", "Ecco, detto così alla buona è tutto in stile cubano;
musica cubana, cocktail cubani, e…", "e… continua", " e CAMERIERI
cubani! Pezzi di uomini alti uno e ottanta con una carnagione
scura da brivido", "Ah!", "Sai forse il mio problema è che
non ho una relazione da molto tempo".
Detto questo capisco
il da farsi ancora più velocemente di prima, si, il dott.
Pipistrello ha ben chiara la terapia. Avvicino lentamente
la sedia al lettino e proprio mentre organizzo la battuta
di caccia, Gesù, squilla il telefono: E chi poteva essere
se non l'ex marito rompiballe? La conversazione tra i due
si infiamma subito quindi, ci basta un cenno per intenderci;
la guardo a malincuore, esco e mi chiudo la porta alle spalle.
Così ridiscendo le scale, in bianco come al solito, con i
problemi del mio inconscio ancora irrisolti, e, peggio delle
altre volte, senza manco le uova.
Luigi Coscia
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