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La palestra dei figazzieri delle Ande

"Ho lo start up dello spin off in setup"
"Sì, ma poco feed back, hai provato con l'e-trading?"
"Non per me, troppo poco know how!" "Schizzo, ho il bench mark con il meccanico..."

Non sono cascata in una psicosi collettiva, sono riuscita a infiltrarmi dell'escusivissima, trendyssima, costosissima palestra più in voga del momento: il Down Town di piazza Cavour. Quella che ha ridotto lo storico Francesco Conti a palestra dell'oratorio. Quella che le hanno fatto chiudere il ristorante perché vendeva il mangiare senza licenza. Quella che mentre ti mangi un filetto ti vedi Jovanotti che fa jogging o Key Rusch che mangia una radice.

Ho eluso la sicurezza appiccicandomi al culo di uno sconosciuto, ma tesserato. E ora mi trovo nel cuore del tempio del corpo, del benessere, del sano è bello. La struttura è sublime nel suo intento. Più che una palestra è una vetrina. Cioè mentre voi siete lì a correre sul tapirulan e sudate come bestie, quelli che entrano, quelli che escono, quelli che restano, quelli che mangiano, quellio che parlano, quelli che non fanno niente: VI GUARDANO.

Il menù del ristorante è però molto intrigante. Vedo che tutti si sparano frutta, centrifugati multivitaminici e ananas. Per la gioia dei miei occhi vedo un buffet di farro, orzo, salmone, prosciutto e godurie varie... li prendo, li pago con un mutuo decennale in venti comode rate... e tutto sa della stessa identica cosa: NIENTE.

Ibernati, surgelati da millenni i fagiolini sono uguali al salmone, così come la mozzarella ai crauti rossi. I piatti caldi sono buoni anche se so per certo che due persone sono state malissimo per una salsa di funghi nei cannelloni. Mentre mangio a un certo punto vedo lui, l'attrazione del Down Town, l'asso nella manica: L'UOMO DI ATLANTIDE!

Signore aprite bene i padigliozzi auricolari: un tizio aitante che in quella che viene chiamata l'OASI DEL BENESSERE (una piscina di 1 metro per 2,5) si butterà con voi in vasca e vi fara rilssare con massagini acquatici, pressioni marine che vi faranno dimenticare affanni passati, presenti e futuri... come quello dello tassa di iscrizione. Esorbitante. Ma pare che non accettino più iscrizioni. Che vuoi. Nella Milano che conta c'è chi conta di più

Petite    

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