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Il vostro
cielo stellato personale non tarderà a comparire, grazie all'ondata
di sprangate che vi si abbatterà addosso… cosa? Non vi attira?
Strano.
Comunque, nonostante a Milano di
notte ci sia troppa luce che proviene dalla città, una maniera
meno imbarazzante per godersi una limpida stellata ci sarebbe,
se proprio non sopportate di mischiarvi a dei fanatici [già
perché è questo il problema, mica l'idea di dover affrontare
un branco di ululanti assetati di sangue, no?]: andate al
planetario.
Quest'anno il mitico ritrovo degli
appassionati di astronomia di Milano compie settant'anni,
ed è sempre lì, ai Giardini di Porta Venezia ad aspettarvi.
Una comodità, anche se spesso ce ne si dimentica ["Cos'è quel
cupolone lì, ai giardini?" "Boh… sarà un panettone gigante…
si vede che lì PROPRIO non si può parcheggiare, veh!"].
E poi il bello del planetario è che
mentre guardate le stelle, c'è l'esperto che vi dice i nomi
delle varie configurazioni astrali. Il che a me evita la solita
figura di pongo, la scena da pesce boccheggiante che si ripresenta
ogni volta che cerco di fare il "romantico" sotto gli astri,
e la mia dolce metà di turno mi interrompe esigendo nome e
cognome di ogni sacrosanta costellazione… Quindi di scuse
buone per accorrere numeroso, io ne ho parecchie e voi?
E poi ci sono spettacoli tutte le
settimane, il martedì e il giovedì alle 21.00, il sabato e
la domenica alle 15.00 e 16.30, quindi non esiste scusa del
genere: "Cioè tipo, io non posso mica, cioè il sabato schizzo
in teca, cioè…", visto che di giorni e di orari ce n'è per
tutti i gusti. E soprattutto lì nessun genitore e affini potrà
rompere con la lagna che avete la testa tra le stelle!
Leonardo
Vacca
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