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Gli "Ospiti" del maestro

La storia narra che al Maestro Giuseppe Verdi venne l'idea di una casa un po' particolare verso il 1888. Anche se all'inizio non sapeva in che modo, ma l'obiettivo era chiaro: "fare qualcosa per i compagni meno fortunati". E per quanto riguarda "i compagni" una cosa era certa "non si dovrà parlare di Ricoverati ma bensì di Ospiti".

È nel1889 che acquista un terreno di tremila metri "non fuori da Porta Vittoria ma di Porta Garibaldi" senza sapere in principio l'uso che ne farà. Poi nasce il progetto, curato dall'Architetto Boito, fino a che lui e Giuseppina Strepponi (l'inseparabile compagna, sepolta con lui nella cripta di Casa Verdi) decidono nel '95 di trasferirsi da Genova a Milano un po' anche per seguire da vicino l'impegnativo progetto. L'appalto per i lavori è finalmente firmato il 16 aprile '96 dal Maeatro e dai Fratelli Noseda, imprenditori edili. Verdi che prima ha richiesto l'entità esatta del suo patrimonio viene informato quasi in tempo reale dello stato e delle scelte archittetoniche e strutturali che si impongono da Alberto Savino : "... in stile mediavale leggermente tinteggiato di moresco. Le finestre della facciata sono bifore, trifore le due finestre grandi che sovrastano il portone". Dopodiché la meraviglia venne ultimata in quasi tre anni, anche se Verdi insistette perché si abbandonasse ogni idea di richezza archittetonica per concentrarsi meglio sulla funzionalità della Casa medesima.

Poggia su un'area totale di 4200 mq, con due vasti giardini, un cortile centrale di 500 mq e un cortile di servizio nell'angolo più lontano. È da notare il Salone d'Onore finemente decorato nello stile scenografico degli ultimi anni Verdiani, ove vegliano i nomi di otto musicisti italiani scelti da Verdi stesso, sala da concerto dove hanno tuttora luogo delle rappresentazioni di grande qualità. E poi c'é anche la cripta: ad opera della Cooperativa pittori e imbiancatori fatta con "fregetto a tutte le specchiature in fondo azurro cobalto con stelle dorate ad oro fino e gli archi a finto marmo". Questa "città", nella città, offre ai suoi Ospiti che vi permangono tutti i servizi possibili e necessari dove possono trovare asilo e conforto nei loro utimi anni. La Casa ospita anche da poco, (su decisione della Fondazione Verdi, organo competente in materia), i giovani musicisti anche loro in cerca di asilo e conforto. Come disse G. d'Annunzio alla morte del Maestro "Pianse ed amò per tutti".

Sophie Blanco    

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