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Sembra la casa di un vecchio mago
del bosco, alla Merlino per intenderci. Esiste da sempre in
un angolo dimenticato appena fuori Milano.
La tettoia ornata di fiori curati e di ombreggianti glicine,
porta un'insegna con il nome Cavalli e con due biciclette
in ferro battuto.
Nel piccolo cortile un lavandino senza età e due ganci per
appendere le biciclette in lavorazione. Quelle amate dal Sig.
Cavalli, quelle di ferro con i freni a bacchetta, tramandate
dal nonno, anzi oramai dal bisnonno, e sulle quali è un piacere
lavorare.
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Attenzione però a portare una bicicletta
"moderna" di plastica e lega leggera, allora il nostro Cavalli
incomincerà a ripararla imprecando contro il nuovo materiale
che non può essere plasmato dalle mani artigiane, dai pezzi
che non possono essere riparati ma solo sostituiti in blocco,
con la logica del consumo e dello spreco.
La moglie, seduta nella minuscola officina, lo ascolta lavorando
a maglia e annuendo distrattamente.
Sulle pareti, tra vecchie camere d'aria
(guai a parlare di tubeless) si svolge la vita del nostro
biciclettaio", foto d'epoca che lo ritraggono durante premiazioni
di corse ciclistiche, trofei e medaglie.
Un'altra parete è ricoperta di minuscoli cassettini ove ogni
più piccola vite trova il suo alloggio e, chissà un giorno,
anche il suo impiego.
E' burbero e certamente vi sgriderà per aver maltrattato una
vecchia… bicicletta o per averne acquistata una troppo… giovane
ma infine dispenserà consigli su come allungare la vita alla
vostra amata due ruote.
Sophie Blanco
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