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Giunto in Via Hoeply, dietro corso
Vittorio Emanuele, la cosa migliore da fare mi sembrò entrare
nella omonima libreria.
Ulrico Hoeply, distinto signore nato
nel cantone svizzero della Turgovia e poi trasferitosi a Milano,
ebbe l'idea di fondarla nel 1870. Un pioniere nel suo campo
ma anche un uomo colto e appassionato.
Intimidito da tanta tradizione pensai bene di farmi un giro
fra le molte sale disponibili, in modo da recuperare una temperatura
corporea decente.
Mi bastò poco per capire che, passato più di un secolo, la
Hoeply è ancora la più, grande, interessante e fornita libreria
della città. Alla faccia degli squallidi sotterranei claustrofobici
che vanno di moda adesso, la Hoeply è ampia e luminosa, le
grandi vetrate sulla strada riempiono di luce i locali, che
sono semplici e ben arredati.
Divisa in cinque differenti piani la libreria sembra non deludere
in nessun campo della conoscenza umana: narrativa, arte, saggistica,
viaggi, scienze, filosofia, medicina, cucina, libri antichi,
non manca niente. Senza contare le pubblicazioni in lingua
straniera, in assoluto le più assortite di Milano.
Il personale, molto gentile e premuroso, mi accompagna a visitare
le varie sezioni e quando il giro perlustrativo termina la
sensazione dominante è che Ulrico Hoeply sarebbe fiero del
suo lavoro. Anche dopo tanti anni.
Alessandro
Bertante
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