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Fuori porta, sul filo della
tangenziale est, aprendo gli occhi (almeno per una volta!),
vi si trova un antico borgo medioevale.
No, no, niente Inquisizione, né streghe (ahimè) né torture,
solo un monastero (di San Lorenzo, già Comunità di Frati Terziani
Umiliati) ed una trattoria che di anni ne ha proprio tanti:
ottocento vi sembran pochi?
Eppure la Signora li porta bene.
La dimora in sé non sembra
aver molto da dire, eppure ha visto molto… persino i lupi…
milanesi e i famigerati briganti.
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Proprio così, lupi veri, quelli che abitavano miglia e miglia
di foreste e di boschi che allora circondavano l'antica Città
di Milano racchiusa nelle mura fortificate.
I lupi, quelli veri sono scomparsi da secoli, i briganti invece
sono rimasti e si sono moltiplicati proprio all'interno delle
mura fortificate della Città...
La nostra trattoria, allora come oggi agognata oasi per i
viandanti, portava il nome di Hostaria del pesce, quello,
incredibile a dirsi, del Lambro che veniva fritto e servito
ai commensali.
Il risotto, poi, veniva abilmente condito con le quaglie dei
boschi (sigh!) della cintura milanese.
Sotto la centenaria quercia, ancora presente, hanno infine
riposato i più noti personaggi (a parte i lupi ovviamente).
Tra essi ricordiamo il "buonista" Renzo Tramaglino (che si
ingozzava per le note pene d'amore) e Benito Mussolini ancora
socialistissimo Direttore de L'Avanti e infine il pittore
Quarenghi.
Sophie
Blanco
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