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La basilica di San Vincenzo in Prato

Se capitate tra via San Calocero e via Crespi a Porta Genova (la zona è interessante anche per i negozi un po' rètro) potete visitare una delle chiese di più antica fondazione a Milano, San Vincenzo.

La basilica è stata ricostruita nella forma attuale tra il IX e l'XI secolo sui resti di una necropoli romana (una serie di reperti si possono trovare murati su un fianco della chiesa).

L'interno ha un impianto paleocristiano: lo spazio è spartito in tre navate, diviso da colonne (i cui capitelli sono di recupero romano e altomedievale) con il tipico soffitto a capriate (per intenderci un po' tipo capannone... ma di legno e molto più mistico) ricostruito nell'ultimo secolo.

La chiesa è molto spoglia ed essenziale, quindi vale la pena di fare un appunto sulla "basilica paleocristiana" e le sue particolarità (questa potrebbe essere una risposta alla vostra solipsistica domanda ... ma dove sono le rosette, le cornicette, gli angioloni, le gugliette, i cupoloni, il soffito di 30 metri...?).

La struttura della basilica è ripresa dal palazzo romano, la nuova religione ha delle esigenze civili e spirituali che mal si conciliano con quelle del tempio. L'impianto architettonico risente quindi di una concezione religiosa legata più a valori sociali e civili (la riunione) che a una forte spinta mistica.

Le ricostruzioni sono state parecchie quindi non bisogna disperarsi, gli accessori tipici di una chiesa ci sono tutti: la "cripta ad oratorio" di epoca romanica (una delle più importanti in Lombardia), un' urna di pietra con le reliquie, (non so di preciso di che pezzi si tratti... a me hanno sempre fatto senso) un antico pozzo le cui acque erano ritenute miracolose (l'acqua per un Cristiano non è mai solo acqua) e le vetrate costruite nell'ultimo secolo di dubbissimo gusto.
È altrettando ovvio che, come ogni chiesa che si rispetti, venne rovinata nei secoli per altri usi: nel '700 venne sconsacrata e usata come deposito militare e nell' 800' venne adibita a laboratorio di sostanze chimiche.
I restauri principali (tra cui la costruzione del campanile) iniziarono alla fine dell' '800.

Vale la pena di visitare la basilica di San Vincenzo per l'atmosfera insolita in cui è inserita: la facciata di mattoni (assolutamente semplice e con l'aria veramente antica) si trova in un angolo atipico (sembra di trovarsi in qualche cittadina toscana o ligure), le case a pochissimi metri stringono la basilica in uno spazio molto limitato che accentua la posizione al di sotto del livello del suolo dell'entrata. Nella parte posteriore c'è anche un piccolo giardino con un' erbetta quasi inglese... ah dimenticanvo... una quantità di uccellini sembrano aver nidificato nei paraggi, se siete fortunati potete assistere a dei vortici spettacolari!!!!

Lucia Ciocia     

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