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Ha più di 1100 anni, sta a 100 metri dal
Duomo, e pochi la conoscono. Eppure sui libri di storia dell'arte
è una star.
E' la basilica di San Satiro.
L'innesto di colonne e capitelli romani tra le numerose absidi,
costituisce l'unico esempio della rinascenza carolingia in
Milano. Fu fatta edificare dall'arcivescovo di Milano Ansperto
da Biassono nella seconda metà del IX secolo.
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Nel 1242, all'immagine della Vergine col
Bambino dipinta sul muro esterno viene attribuito un miracolo.
Un giovane colpì con una coltellata il Bambino che cominciò
a perdere sangue dal collo. Da allora, la Madonna di S. Satiro
fu venerata e nel 1474, nobili e commercianti fondarono la
Confraternita di S. Maria allo scopo di organizzare manifestazioni
di culto e devozione. Disponendo di notevoli mezzi economici,
nel 1478, la Confraternita commissionò a Donato Bramante una
nuova chiesa dedicata alla Vergine miracolosa.
Dopo cinque anni di lavoro, incuneata tra le case, lo stupore
dei milanesi ed il plauso degli Sforza sorse la chiesa di
S. Maria presso S. Satiro (poiché l'antico sacello fu saldato
al braccio sinistro del transetto). Sempre il Bramante fu
incaricato della decorazione interna di volte, cornicioni
e capitelli. La pianta della chiesa a croce commisa, cioè
a forma di T, fu dettata dalla mancanza di spazio che non
permise nemmeno la costruzione di un abside. Bramante risolse
genialmente questo problema creando uno spazio prospettico
dell'abside. Con una profondità di 90 centimetri e giochi
di rilievo, si ottenne una visione illusoria di un vano ben
più profondo. Il punto di vista dello spazio ideale si trova
a circa tre metri dall'entrata principale.
La spazialità dell'edificio è accresciuta grazie alle due
navate minori che, inusitatamente, seguendo i due bracci del
transetto e alla luce che filtra dalla cupola centrale.
I restauri effettuati pochi anni fa, rendono l'antica basilica
ancor più affascinante, e i pannelli illustrativi dei lavori
eseguiti guidano i visitatori attraverso secoli di storia.
La chiesa è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì (10:12
/ 15:18). Il sabato 9:12 / 15:18.
Emilio Ratti
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