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Via Padova

Una sorta di Medina milanese si sta formando sull'asse di Via Padova ed il dedalo di strade adiacenti. Partendo da via Predabissi, Via Giacosa per arrivare sino a Via Clitumno vicino al ponte della ferrovia. Passeggiando per Via Fantilla da Lodi, Via Stazio e Via Chavez si incontrano decine di volti arabi.

Non è un miraggio, bensì una realtà della città multietnica che si sta affermando. I cammelli non ci sono, l'oasi la si trova al Parco Trotter. Le abitudini sono importate dai paesi islamici, ma adattate alla morfologia della città. Nella zona si trovano uomini di tutte le età radunati a gruppetti. Noterete che si baciano sulle guance quando si incontrano. Se ci sono donne, restano in disparte o camminano dietro il compagno.

Sullo sfondo di questa società ci sono i negozi di Via Padova. Le attività commerciali gestite da islamici sono basicamente di due tipi: telefonia internazionale e macellerie. I Cleopatra, Cairo e Mondo Telephone non lasciano dubbi sui principali fruitori del servizio offerto dai call center. Le insegne rosse della macelleria El Azhar fanno da cornice a delle vetrine straripanti di prodotti importati. Scatole multicolori e oggetti in similoro completano la composizione. Si potrebbe provare la carne e chiedere spiegazioni sul differente tipo di macellazione. Anche la domenica. Se domandate salumi e braciole di maiale siete proprio tardi!

In questa zona si incontrano molti latinoamericani, in prevalenza peruviani. Amano stare all'aria aperta e mangiare i loro prodotti tipici. Non a caso, nella Rosticceria Nortena di Via Arquà, la señora Quanita prepara deliziosi ceviche, arroz y mariscos, lomo asado ed altre specialità che vanno a ruba. L'attesa sarà un po' lunga, però ne vale la pena perché i piatti sono preparati al momento e servono ad aprire le frontiere culinarie. Beh, la musica andina o il rock peruviano ad un volume assordante, dopo 30 secondi irrita. Meglio far quattro passi stando attenti ad evitare i tamarroidi italioti.

Emilio Ratti      

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