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Una toilette accogliente e senza stress
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Solo chi ha visto l'inizio del film Buffalo
66, quando Vincent Gallo esce di prigione e cerca disperatamente
un posto dove farla, beh, solo chi l'ha visto può capire il
sorriso del dott. Gagliardi, seduto sulla tazza del bagno
all'Istituto di Geografia dell'Università Statale di Milano,
in via Festa del Perdono.
Si tratta di toilette tra le migliori del centro storico:
ariose, poco frequentate e sempre rifornite di carta.
Gagliardi ha cominciato ad avvertire l'urgenza
durante un pranzo di lavoro in via Torino.
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Ha vagato a zig
- zag per le vie come un topo da laboratorio, sempre più sudato
e infelice. Poi una mano invisibile lo ha portato davanti all'università,
lo ha spinto nel cortile del Filarete fino all'angolo della
segreteria, gli ha fatto attraversare due chiostri e salire
un piano e mezzo di scale.
Il Gagliardi, dei bagni pubblici, conosce tutti i segreti: è
salito sul bordo del vaso nonostante le scarpe inglesi ed ha
evitato così di appoggiarsi alla maiolica fredda. "È anche più
igienico", si è detto.
Ha pure steso uno strato di carta sul fondo per limitare il
rimbalzo dell'acqua, il cosiddetto "fenomeno del sasso nello
stagno".
Adesso, leggero e spensierato come un bambino,
risponde col pennarello agli annunci sadomaso del gabinetto,
mettendoci il numero di telefono di un suo amico.
Matteo Moneta
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