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Il casino al mercato di Piazzale Lagosta
di sabato è insopportabile. Meglio andarci di martedì. Si
può girare tra le bancarelle più tranquillamente e magari
trovare qualche affare. Ma al mercato si sa, ci si stufa abbastanza
velocemente, allora ci si può sganciare nella direzione di
Via Sassetti.
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All'angolo con Via Volturno c'è il leggendario
circolino dove, nel cortile, si gioca a bocce alla milanese.
Uno spettacolo che deve essere visto per essere apprezzato
insieme all'atmosfera creata dai frequentatori abituali.
Sempre nella stessa via, un ufficio postale
che rimane aperto dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 19:00.
Utile per chi si dimentica di pagare una bolletta per mesi
e se ne ricorda solamente il pomeriggio dell'ultimo giorno
di scadenza.
A pochi passi di distanza, in Via Pola, il Bar Nilo offre
innumerevoli stuzzichini da accompagnare all'aperitivo della
casa che viene servito da decenni dal mitico Signor 'Buonasera,
Buonasera'.
A 200 metri dal bar, in Via Ercole Oldofredi, si trova uno
spaccato della vecchia Milano. Cascina Abbadesse. Un agglomerato
di case di ringhiera sorte intorno ad una cascina che fu poi
riconvertita in abitazioni popolari ed oggi di lusso.
Sul lato destro della strada, a formare una strettoia, la
chiesetta dei Santi Carlo e Vitale alle Abbadesse (XVII -
XVIII sec.) aperta solamente alla domenica e da settembre
anche la mattina dalle 7:30. Dietro alla chiesetta i giardini
di Via Restelli attrezzati con parco giochi e fontanella.
A poche decine di metri le fermate degli autobus 82 ed 83,
e la fermata Sondrio della MM Linea 3.
Ricordo che poco tempo fa, dopo aver percorso il tragitto
descritto, mi sono trovato a riflettere in quei giardini con
una focaccia in mano.
Ciò che avevo visto al mercato di Lagosta mi aveva sconvolto.
Perché decine di cinesi, a fine mercato, ravanano nei mucchi
di verdura scartata dagli ortolani e riempiono immensi borsoni?
I vegetali, andranno a riempire gli involtini primavera serviti
nei ristoranti, o andranno a saziare la fame dei compatrioti
sfruttati nei laboratori clandestini?
Emilio Ratti
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