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Il canto delle rane in centro
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Al posto di ascoltare la musica da un'autoradio giù al
piazzale, Moreno stanotte ha deciso di andare con la sua
Dèbbie (Deborah) a sentire il canto delle rane.
Ha avuto l'informazione da un tale: "Su alla Martesana,
in fondo a Melchiorre Gioia, c'è un posto mega bello per
portarci la tipa. Ci credi? Ci sono le rane dentro a Milano!
Non sto dicendo una palla, ti giuro: hanno messo un canale
con l'acqua per farci vivere le rane e pure le panchine
per limonare".
Il tale ha poi aggiunto: "Se volete c'è un baretto ma chiude
presto, per sicurezza portatevi voi le birrozze".
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Moreno è doppiamente astuto: insieme a uno zaino
pieno di lattine, porta un tubetto di Autan e due pacchi interi
di condom.
Così lui e la Dèbbie passano una notte stupenda nel silenzio
della Martesana, incantati dal gracidio afrodisiaco delle
rane e dalla luce della luna.
Passeggiano e guardano i fiori meravigliosi accanto all'acqua,
coltivati dagli abitanti delle case lì dietro.
Al mattino incontrano lungo il canale un graffito lunghissimo.
C'è una dedica, dice Guardami. Vedrai
te stesso come in uno specchio.
La Dèbbie sospira.
Moreno dice "bella la frase" e accende una sigaretta. E in
quel momento, come sempre succede quando appizzi, arriva la
43 per riportarli a casa.
Matteo Moneta
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