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Dalla fine di Melchiorre Gioia o inizio di Via
De Marchi, si possono attraversare gli ultimi metri del naviglio
prima che venga inghiottito dall'asfalto grazie ad un ponte
di ferro e legno.
Da lì sopra si domina lo spiazzo antistante il Caffé Martesana
riparato dall'ombra di un fruttuosissimo albicocco.
Iniziando la passeggiata, si costeggia la ristrutturata
Cascina dei Pomi che fa un po' di invidia per le sue finestre
ben addobbate e la vicinanza al corso d'acqua.
Poco oltre, nello slargo dove termina Via Zuretti, le panchine
sono protette dai salici e rubini, ma i giardini sporcati
da cani che gironzolano senza guinzaglio o museruola. I loro
estatici ed inebetiti padroni stanno a guardare, ma voi state
attenti, in caso, ai vostri bimbi.
Passando sotto il ponte di Via Rimembranze di
Greco si giunge ad una serie di orti ben curati e coltivati
a pomodori e fagioli. Tutta l'area è abbellita da ortensie
ed oleandri che si specchiano nell'acqua e da alberi che riparano
le capanne rivestite di bambù.
A destra, i graffiti coloratissimi accompagnano tutto il percorso
della passeggiata.
Giunti sotto l'incrocio di ponti FS, i bambini fermano biciclette
e passeggini e per vedere transitare i convogli.
Passati i ponti, si giunge nello spiazzo di Via Tofane dove
altre panchine offrono frescura all'ombra di rubini. Sulla
sponda opposta, altri orti con piante cariche di prugne, fichi,
nespole e kiwi.
Tra la gente che fa footing o pedala in sella a mountain bike,
qualche imbecille, tamarro di quartiere che con lo scooter
rovina la quiete, lo troverete sempre.
Proseguendo per Via Tofane, si possono apprezzare
le vecchie cascine ristrutturate e quelle rimaste come erano
negli anni '50 con il loro sapore della vecchia Gorla.
Al numero 5, la sera, si può cenare alla Taverna Greca Mykonos.
Entrando nel cortile, oltre a sbirciare nelle cucine, ci si
può fermare un attimo davanti ad una lapide. Il 20 ottobre
1944, gli americani bombardarono Gorla e in quel cortile 20
persone perirono. 17 erano bambini di età compresa tra gli
uno e i dieci anni.
Pochi metri e si passa sotto Viale Monza; sulla sinistra c'é
lo Zelig, tempio del cabaret milanese.
Se non ve la sentite di proseguire, approfittate della comodità
della MM linea 1; la prossima passeggiata sulla Martesana
ricomincerà da qui.
Emilio Ratti
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