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Là puoi davvero vedere coppie di adolescenti,
di teneri pensionati, di professionisti fedifraghi presentarsi
alle reception con infantile candore, con in mano i pochi
pesos necessari per la gioia.
In Italia il "ráto"
non è una tradizione, altrimenti nessuno avrebbe scritto "per
un'ora d'amore non so cosa darei".
A Milano poi i problemi sono come al solito elevati al cubo:
mancano case libere e accoglienti; molti odiano i motel della
tangenziale; altri non hanno nemmeno la macchina per arrivarci,
alla tangenziale.
Così negli ultimi mesi ha preso piede una procedura amorosa
d'emergenza, efficace nel secondo dopocena.
Tra le 23.15 e le 23.25 le coppie aspettano davanti ai cinema
l'ultimo intervallo. L'addetta alla cassa è già andata a casa
e l'entrata per il secondo tempo è quasi sempre libera.
Se il film è ben scelto, dicono (dev'essere iraniano, europeo
o d'essai) si può anche avere la fortuna di trovarsi completamente
soli, al buio e con la musica.
Matteo Moneta
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