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Il bagno a mezzanotte è
un rituale da consumare per forza nudi?
E chi se ne frega di rispondere, pensa Toto, ma intanto in
questa notte milanese di Luglio non riesce a non pensarci.
Daniela è partita per il Mar Rosso insieme a un maestro di
sub e l'ultima frase di lei lo tormenta: "Toto, io ho voglia
di lunghe nuotate al chiaro di luna... Le serate a base di
rutti e di Risiko le lascio a te e ai tuoi amici".
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Lui ce l'avrebbe anche portata a fare il bagno di notte,
soprattutto se avesse immaginato di poterla perdere.
Ma portarla dove? All'Idroscalo, il "mare dei milanesi"? Forse
ci sono uomini d'acciaio capaci di affrontare il buio e la
melma, ma Toto non è tra quelli.
Insomma esce di casa al colmo dell'insofferenza e imbocca
i Navigli. Sente il richiamo dell'acqua. Passa davanti a un
residence nei pressi della Darsena e a questo punto si perde
in un labirinto di figure meravigliose: giovanissime modelle
immateriali con i loro vestitini bianchi; fantastici uomini
americani bracciuti e chiapputi… "Let's go and swimm!", grida
una ragazza, "bagnìo di mezanòte, bagnìo di mezanòte!".
Toto smette di pensare e si accoda, e nessuno si dà la pena
di allontanarlo. Fanno poche centinaia di metri schiamazzando,
scavalcano il muro della piscina comunale di Via Argelati,
si liberano delle vesti bianche e, sempre con dietro Toto,
si tuffano nelle acque civiche come un'orda.
Toto nuota in disparte, fa il morto a pancia all'aria per
attirare l'attenzione, chiude gli occhi e pensa a Daniela
e al maestro di sub. Quando li riapre i fotomodelli se ne
sono già andati. Toto sorride e continua a galleggiare: l'appuntamento
è per domani notte alla Canottieri Olona, Alzaia Naviglio
Grande 146.
Il guardiano non dovrebbe esserci nemmeno lì.
Matteo Moneta
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