|
Claudia viveva in Inghilterra e abitava
in una comunità di freak.
Nessuno dei suoi colleghi o dei suoi
nuovi amici lo sospetta, lei copre il passato con qualche
bugia.
Claudia lavora dalle 9 di mattina
alle 9 di sera, attraversa molte volte Milano da un capo all'altro,
sempre velocemente, senza fiatare.
|
|
|
A volte le capita un buco di un'ora tra un appuntamento e
l'altro, e se può va alla stazione - la migliore secondo lei
è Porta Garibaldi - si gira tutti i binari e cerca un treno
per riposare.
Legge i tabelloni e se adesso sono per dire le 15, allora
l'espresso per Trieste delle 16 e 33 le andrà benissimo. Sceglie
uno scompartimento vuoto, punta la sveglia del cellulare,
si sfila le scarpe e si addormenta. Poi, all'ora giusta, la
suoneria si attiva e lei si alza, mentre il vagone comincia
a riempirsi di passeggeri. Va in bagno a risciacquarsi il
viso, evita di servirsi della "ritirata" (in stazione è vietatissimo),
si rifà il trucco e riparte per la sua corsa a ostacoli cittadina.
Claudia dorme sui treni in partenza dal 1982, dai tempi di
una notte al carnevale di Venezia. Nel cuore del sonno era
venuta la polizia e aveva tirato giù dai sedili tutti i ragazzi
col sacco a pelo; li avevano messi in fila sulla banchina
e ognuno era stato multato di lire 33mila (di allora). Su
un treno fermo in rimessa, le aveva spiegato uno dei funzionari,
non ci possono essere equivoci: stai bivaccando abusivamente
su una proprietà delle Ferrovie.
Invece su un treno in partenza si ha tutto il diritto di
riposarsi e di scendere un attimo prima. O se ti gira, aveva
aggiunto l'agente in vena di consigli, puoi dare un taglio
a tutto e partire davvero. Claudia, dieci giorni dopo, era
salita sul treno per Londra.
Matteo Moneta
|