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Sono giorni che lo cerco, oggi è a un matrimonio, domani
ha una riunione, ieri un congresso poi: è occupato, è al telefono,
è al bagno... ma oggi mi hanno detto che è in ufficio e mi
sta aspettando.
Entro in redazione sventolando in alto un foglio, "dov'è,
dov'è ?"... "nel suo ufficio". Lo trovo alla scrivania, ben
appoggiato allo schienale, con il cellulare in vista, gli
occhiali tirati sulla fronte e un sorrisetto pacato sulle
labbra, so già la prima cosa che mi dirà: " ho poco tempo,
perciò concisa, che novità mi porta?", sono raggiante... Caro
direttore guardi un po' qui; gli mostro il foglio bianco che
da giorni leggo e rileggo compiaciuta, si mette gli occhiali,
legge rilegge, annuisce con la testa, bene, bene. Certo lui
minimizza ma effettivamente è un buon risultato: avere chi
in pieno agosto scrive alla rivista per chiedere un consiglio.
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Chi scrive è Nicolamaria,
vuole scambiare il suo terreno con quello del confinante,
cosa deve fare. Caro Nicolamaria, innanzitutto "ti ringraziamo
per averci scelto"... Dunque, la via più breve e conveniente
è sicuramente concludere con il tuo vicino un contratto di
permuta (ex.art. 1552 c.c.), in cui vi impegnate a scambiarvi
reciprocamente la proprietà dei terreni, stabilendo eventuali
conguagli laddove vi sia una differenza di valore tra i due
beni (anche se i due terreni sono delle stesse dimensioni,
il valore può variare a seconda della posizione, della edificabilità
o meno, ecc...). Trattandosi di immobili è necessaria la forma
pubblica, perciò rivolgetevi ad un notaio. Le spese per l'onorario
di quest'ultimo, le eventuali spese accessorie e le tasse
di registro devono essere suddivise tra di voi.
Barbara M.
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