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Il prof. ce l'ha con me
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Quante volte lo si è sentito dire da amici, parenti, conoscenti,
e più ascoltiamo quanto è carogna quel professore più ci facciamo
scettici...
La figura del fantomatico professore che non ne promuove
uno perché la camicetta che indossavi all'esame era rosa,
e lui odia il rosa, o, che lancia il tuo libretto e ti boccia
se non lo prendi al volo, che ti dice lei ha una faccia familiare!
(e tu già pensavi è fatta... gli ricorderò la dolce figlioletta)
e invece... chi gli ricordavi... quel vicino di casa con cui
è scappata la moglie... insomma che lo si sente ripetere solo
"si ripresenti", affolla le leggende metropolitane che sulla
figura si sprecano.
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Il fatto è che, proprio perché
la scusa è usata e abusata, quando l'accanimento è reale è
difficile, anzi difficilissimo, se non impossibile provarlo.
Non esiste un prontuario del professore pazzo, una casistica
giuridica che possa farci capire quando è possibile parlare
di persecuzione, in questi casi tutto è da provare.
Un comportamento scorretto
può ravvisare gli estremi dell'abuso d'ufficio o di potere,
ma è difficile poter affermare la presenza di un vero e proprio
accanimento senza avere prove concrete, se non le personali
frustrazioni di fronte ad un professore a cui non siamo particolarmente
simpatici. Un primo passo può essere la segnalazione del caso
al rettore o direttore della scuola, che potrà procedere eventualmente
ad una indagine disciplinare; laddove invece ci si ritrova
di fronte ad una bocciatura ingiusta si può impugnarla davanti
al Tribunale Amministrativo Regionale che provvederà a verificare
la legittimità della decisione.
Un'ultima cosa, sapete come
ho passato io l'esame di diritto... prendendo al volo il mio
libretto! A volte non è così male, basta essere veloci.
Barbara M.
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