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Garantito e rimborsato
Carla e Alberto sono novelli sposi che hanno deciso di arredare la loro nuova casa con mobilio di fattura e legno pregiati, così si recano presso un mobiliere che garantisce tali qualità.

Pochi giorni dopo, però, l'amara scoperta: nello spolverare Carla nota che il legno del mobile della sala rilascia facilmente schegge così, insospettita, decide di far stimare il mobile da un esperto e scopre che non si tratta di legno di noce, come ti avevano garantito, ma di altro legname di bassa qualità.

 

Ci chiede, come possa fare per essere risarcita e, visto che sono passati comunque alcuni giorni, se sia ancora in tempo.

La legge tutela gli acquirenti in caso di vizi della cosa, infatti il codice civile all'art. 1490 "garanzia per i vizi della cosa venduta" prevede, per tali sorprese, due possibilità (ex art. 1492 c.c. ): la richiesta giudiziale della risoluzione del contratto, che comporta la restituzione del prezzo pagato ed il rimborso al compratore delle spese sostenute per l'acquisto o la riduzione del prezzo che ha "lo scopo di porre l'acquirente nella situazione economica in cui si sarebbe trovato qualora al momento della contrattazione fosse stato a conoscenza dei vizi della cosa e di fargli pertanto conseguire una somma corrispondente alla differenza di valore, rispetto al prezzo pattuito, dipendente dai vizi stessi", in poche parole, se decidi di tenerti comunque il mobile, sarai rimborsata almeno della differenza di valore rispetto quanto l'hai pagato.

Tutto ciò purchè ricorrano i presupposti dell'art. 1490 per la garanzia dei vizi ossia: inidoneità della cosa venduta all'uso a cui è stata destinata o apprezzabile riduzione del suo valore, come avviene nel nostro caso.
Il termine in cui tali vizi possono essere fatti valere è di 8 giorni dalla loro scoperta, perciò Carla dal giorno in cui spolverando ti sei resa conto dell' imbroglio e comunque entro un anno dalla consegna della cosa, altrimenti l'azione si prescrive.

Esistesse la stessa garanzia per i promessi sposi?! Se non va bene: o si restituisce alla mamma o si chiede il risarcimento della differenza di valore alla scoperta dei difetti, semplice no?.

Barbara M.    

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