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Se una sera vi ritrovate
in cinque e siete troppo cani a suonare per mettere su un
complesso, o avete l'emicrania e non vi va una bella orgetta,
beh… forse è il caso di ripiegare sulla briscola chiamata.
Per questo gioco, infatti, bisogna essere in cinque e, naturalmente,
sapere le regole della briscola classica.
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Dando
per scontato che le conosciate, una caratteristica particolare
del gioco è appunto la "chiamata", o "licitazione" [vi fa venire
in mente qualcosa di conturbante? riconsiderate l'eventualità
di un po' di sesso di gruppo…], l'altra il fatto che si gioca
in due contro tre.
In poche parole: si distribuiscono tutte le carte [otto a testa
quindi], e a turno si inizia a chiamare. Sì, ma chi? Di certo
non l'idraulico, bensì le carte utili. Cioè, ad esempio, se
si ha un asso, una donna e un sette dello stesso seme, non sarebbe
male che questo seme fosse quello di briscola [se non siete
d'accordo allora state facendo i furbi: ripassatevi la briscola
classica], ma perché questo accada dovete aggiudicarvi la chiamata,
ovvero dovete iniziare dalla carta più alta che vi manca [nel
caso dell'esempio il tre], e calare se qualcuno chiama una carta
più bassa [sempre nel caso dell'esempio, se voi avete chiamato
il tre, e qualcuno dopo di voi chiama il re, se volete insistere,
dovrete chiamare il jack, dato che la donna ce l'avete già…
spero per voi].
Attenzione: non dovete dichiarare il seme,
ma solo il valore della carta! Questa fase termina quando
tutti i giocatori tranne uno avranno passato. Si può arrivare
fino a chiamare il due, e quindi iniziare a dichiarare il
punteggio che si farà [ad esempio, se vi lasciano un due a
ottanta, dovrete totalizzare un minimo di ottanta punti per
vincere, ovvero vi conviene essere belli ciccioni con le briscole,
se no col cavolo che li fate]. Prima di iniziare il gioco
normale, il vincitore della chiamata dichiarerà anche il seme.
E qui viene il bello: chi si ritroverà in mano la carta chiamata
dal "padrone" sarà il suo compagno, ma solo lui lo saprà!
Il maledetto viscido essere, il "corvo", colui che bega alle
spalle degli onesti cittadini in favore del ricco possidente.
Se vince la squadra di due, il chiamante
si becca due punti e il giuda traditore uno. Se vince la squadra
dei tre, un punto a testa.
Consiglio: se siete il "corvo", tentare
di lasciare per ultimo di mano il padrone è buona tattica,
ma questa potrebbe anche far capire che siete l'infame di
turno… eh, sono i problemi di chi accetta connivenze col potere!
Se avete un animo troppo puro, allora è
ora che impariate a suonare, oppure… beh, l'alternativa è
materia che non si impara…
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