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Una guerra con la testa tra le stelle

Ieri ho segato un braccio a Paolo. Con la mia spada laser. Non avevo scelta: il lato oscuro della forza si era impadronito di lui. Che volete farci: così è la vita.

Soprattutto nel gioco di ruolo di Guerre Stellari, seconda edizione, edito dalla Stratelibri.

Cos'è un "gioco di ruolo"? Si tratta di interpretare ["giocare"] un personaggio fittizio, inventato da voi seguendo alcune regole, che si muove in uno scenario anch'esso creato appositamente: basta un libro con le regole, alcuni dadi e… tanta immaginazione [se trovate bello Giuliano Ferrara, questo è il gioco che fa per voi, visionari!].

In Guerre Stellari ogni personaggio ha sei caratteristiche principali [destrezza, conoscenza, meccanica, intuizione, vigore e tecnica] dalle quali derivano tutte le abilità, cioè il numero di dadi da tirare per compiere un'azione. Ad esempio dalla destrezza deriva l'abilità di usare armi, dalla meccanica quella di riparare astronavi, e via dicendo. Avete notato che c'è qualcos'altro che distingue Han Solo da Chewbacca che non sia la densità del pelo? Bene, se ne sono accorti anche gli autori del gioco: infatti il buon Wookie tirerà più dadi del suo compare quando dovrà riparare un guasto. La somma da fare sarà in proporzione alla difficoltà dell'azione: riuscire a rovesciare una scodella di minestra in testa ad Obi-One Kenobi non è la stessa cosa che farlo ad un Ewok…

Ma chi stabilisce tutto ciò? Ecco che entra in scena il "master": il giocatore che inventa l'avventura che i personaggi giocheranno, stabilisce la somma dei dadi per la buona riuscita delle azioni, fa rispettare le regole riportate dai libri del gioco, e interpreta i "personaggi non giocanti" [non solo quelli inventati da lui, ma anche quelli "storici" come l'Imperatore, Darth Vader, Jabba…].

Domanda di rito: perché giocare al gioco di ruolo di Guerre Stellari quando ormai proliferano giochi per PC che permettono di vivere un fottio di guerre stellari, senza la fatica di leggersi pagine di regole, e di sognare ad occhi aperti?

La risposta è valida per qualsiasi gioco di ruolo: le possibilità sono virtualmente INFINITE. Ci si può inventare caratteri e fisici quasi senza limitazione, non si hanno restrizioni nelle azioni, niente luoghi in cui non si può accedere per limiti di programma, nessun combattimento obbligato [ehi, potete cercare anche di fregare quel cacciatore di taglie facendogli credere che quello non è un buco nero ma L'Occhio Benevolo di Madre Universo… se ci riuscite!]. L'unico limite è la vostra fantasia e la curiosità: quali avventure avranno vissuto Han Solo e Lando Calrissia, prima di dividersi?

Dovete sapere che il Millenium Falcon era mio, prima che succedesse un fatto strano… ma questa è un'altra storia.

Leonardo Vacca    

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