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L'unico modo per liberarsi dal vizio della
bottiglia è… mostrare le chiappe al pubblico gaudente! Il
"gioco della bottiglia" versione aggiornata, infatti, potrebbe
non lasciarvi altra alternativa.
Immagino che vi ricorderete il momento
clou delle feste delle medie [a meno che non foste tra quelli
che "non posso, stasera devo andare a judo"], cioè l'unico
istante legalizzato per il "bacio libero".
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| E magari
vi è rimasta un po' di nostalgia, ma vi rendete conto che limonare
non è più poi 'sta pratica lussuriosa come lo era in terza media
[almeno spero!]. Bene, non tutto è perso: basta metterci un
po' di sale e magari anche un po' di pepe. Come? Aggiungendo
qualche regoletta "balsamica". Ad esempio: ognuno scriva su
foglietti delle azioni "simpatiche" da far compiere ai giocatori,
poi, una volta MISCHIATO il mazzo compromettente, chi viene
indicato dalla bottiglia pesca e si cucca la sua la sua bella
figura da bradipo!
Naturalmente il divertimento è proporzionale
alla fantasia degli autori: se vi fa sganasciare l'Ugo che
stringe la mano alla Marisa, beh, più che alla bottiglia forse
vi conviene darvi alle telenovelas… Evidentemente le regole
si possono aggiungere, inventare, adattare all'assemblea.
Nel senso che dei ragionieri svizzeri mi sa che riuscirebbero
poco divertenti a questo gioco… ma forse mi sbaglio.
Suggerimento: si potrebbe introdurre uno
o due biglietti bianchi, che annullano le precedenti "penitenze"
pescate. In questa maniera si può decidere di passare, nella
speranza di trovare il foglietto salvifico… ma non più di
due volte! Se al secondo passamano, non l'avete ancora pescato
sono tutti siparietti vostri: rappresenterete di fila tutte
e tre le figuracce!
Le combinazioni sono infinite, se ci mischiate
una componente culinaria [tutto attaccato, porcelloni!], una
intima [dire la verità su…] e magari una a lungo termine,
del tipo: appena vedi la Gina, quella tutta casa e chiesa,
le dici che la parrocchia è saltata in aria proprio la notte
prima… Insomma, rivisitate a vostro piacere [non a quello
di D'Annunzio, mi raccomando] il vecchio caro gioco della
bottiglia. Se lo merita, no? E poi ce lo meritiamo anche noi…
Leonardo Vacca
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