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Terry fa il critico cinematografico e non dorme
da undici anni.
Gregory è un medico che spia il sonno altrui ma che il sonno vuole
eliminare dalla vita degli uomini.
Robert, il poeta, soffre per un grande amore non ricambiato e decide
di cambiare lui stesso.
Veronica è forte, sicura, ma vende il proprio impegno e i propri
affetti per un danaroso impiego in una banca di Londra.
Quasi sommessamente Sara, la ragazza dai lunghi capelli grigi, timida,
problematica, maestra per vocazione, centro nevralgico del destino
di tutti.
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A distanza di dieci anni i personaggi vedranno
di nuovo le loro vite intrecciarsi, senza clamore ma definitivamente.
Jonathan Coe ha sviluppato una storia che è un mosaico di geniali
invenzioni narrative.
Nella casa del sonno nulla accade per caso, la lettura procede serrata
verso un finale che ricompone spontaneamente tutti i percorsi in
precedenza aperti dallo scrittore. Lui narra e riflette. Descrive
una società dinamica, spietata e perversa nelle sue più tragiche
conseguenze. Gli anni Ottanta non sono trascorsi senza lasciare
tracce.
Quando il libro finisce hai la sensazione di aver vissuto le stesse
esperienze. Non te ne sei accorto ma ti hanno formato, sei diventato
grande.
Forse non c'è più tempo per dormire.
Alessandro Bertante
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