|
Syd Barret era il signor Pink Floyd: il fondatore del gruppo, quello
che ha dato i natali ad una creatura che nel suo sviluppo ha conosciuto
psichedelia, sperimentazione, elettronica, il rock coreografico
come pionieri di effetti realmente speciali (maiali che volano e
laser sincronizzati a musica e proiezioni 40m per 40m già dai primi
anni settanta), l'avanguardia e l'intimismo più romantico. La follia
(The Dark Side of the moon).
Perché Syd Barret se lo ricordano in pochi?
|
|
|
Perché questo piccolo genio suonò solo nei primi
due lavori del gruppo per poi inabissarsi nella follia. Per via
dell'eccessivo uso di droghe sintetiche ed una naturale predisposizione,
il signor Barret si è fuso il cervello.
A chi dedicano Whish you were here, loro canzone migliore, i Pink
Floyd? A chi Shine on you crazy diamond? Ci ha lasciato tre dischi
che rivelano originali doti compositive e un gruppo che ha fatto
e tutt'ora scrive La Storia. Tra questi emerge il programmatico
The Madcap Laughs. La testa matta ride, dimostrando la sua fragilissima
personalità, ma a sentirlo non sembra flippato. Suona acustico.
Si!? Ma non suonava a Londra?
E non sembra un pazzoide perché i suoi pezzi di sola voce e chitarra,
se ascoltati con attenzione e ripetutamente, entrano in testa. Sono
orecchiabili e pop ed hanno ritornelli da filastrocca. Sono spettrali
fiabe musicali, così affascinanti quanto unici nel genere.
Syd Barret come l'icona punk Sid Vicious. Un martire immolato sull'altare
del Dio Rock. No! Tutt'altra storia. Perché anche lui è inglese,
anche lui giovanissimo, anche lui drogato, ma vivente. Ora, dunque,
non più giovane, non più drogato ma sempre inglese. Vive a Cambridge
ritirato con mammà. Pesa quintali. È completamente rapato (anche
le sopra ciglia) e dipinge quadri: la sua musica ricorda i vecchi
dischi di fiabe per l'infanzia. Topi, elefanti effervescenti, limonate
piccoline, cavalli e cavalieri, zia gigolò, vedo le mosche. Tilt.
Paolo Ornaghi
|