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Faccio pochi passi e un premuroso cameriere,
elegante manco fosse al matrimonio di sua sorella, m'invita a seguirlo.
Arrivati nel salotto principale finalmente li
vedo. Sono sdraiati sui divani come se avessero trascorso la notte
in quella posizione, tutti e quattro portano occhiali da sole neri.
Ho avuto la netta sensazione di trovarmi davanti
a dei banditi. Invece erano scrittori, più precisamente: Paco Ignazio
Taibo II, Rolo Diez, Padura Fuentes, Daniel Chavarria, in Italia
per presentare "La banda dei quattro", raccolta collettiva di romanzi
inediti.
Mi scappava da ridere. Questi sono tra i migliori
scrittori sud americani viventi, e io ero lì per parlare con loro,
pronto a bermi qualcosa insieme, anche la mattina presto.
Avrei potuto anche accompagnarli in giro per
la città, fargli vedere qualcosa che ne valesse la pena. Magari
dei bar. Avrei potuto conoscerli, studiarli, venerarli, insultarli,
mettergli le mani addosso.
E invece niente di tutto questo! Sono stati rapiti
da un dipendente della casa editrice, più zelante e diligente di
me. I banditi erano desolati, mi hanno detto di tornare. Nessuno
mi potrà impedire di essere presente.
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