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I virus sono agenti
patogeni pericolosi per il nostro organismo, attaccano le cellule
e le distruggono.
Nel romanzo della Cadigan il virus in questione esprime una spiccata
volontà di potenza, ma non è per nulla distruttivo: semplicemente
è nato e non vuole morire. Un atteggiamento abbastanza comprensibile.
Il fatto poi che controlli tutte le funzioni energetiche della città
e che minacci di mandare in tilt la rete mondiale è del tutto marginale.
Per lui vita significa diffusione, controllo.
Ovviamente le multinazionali
sono attirate dalle potenzialità scientifiche del nuovo venuto,
ciniche e miopi come non mai. Gli unici a capire la pericolosità
della situazione sono un manipolo di hackers
anarcoidi, perennemente ricercati dalla polizia. In una Los Angeles
che ricorda Quinto Romano nella zona degli sfasciacarrozze, si sviluppa
la battaglia finale. L'underground cibernetico
avrà la meglio ridimensionando il virus senziente, simpatico ma
oggettivamente impresentabile.
Cosa aggiungere ancora?
Pat Cadigan ha scritto un bel romanzo e io sono felice che sia stato
pubblicato dalla Shake.
Alessandro Bertante
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