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Frammenti di un discorso amoroso

Le pene d'amore fanno penare. Lo dice la parola stessa.

Ma poiché le pene non danno il pane parafrasando una ben nota canzone del buon Elio Mellore e darsi alla lettura. Un saggio sull'amore è quello che ci vuole quando si soffre molto (lei non c'è è andata via, lei non è più cosa mia) a causa di una inafferrabile sfortuna in questo campo della vita.

È un'occasione unica per diventare un po' più colti e poi fa veramente figo girare con un saggio sotto l'ascella.

Tranquilli: non è un testo di Alberoni che vi sto proponendo ma è il nuovissimo "Frammenti di un discorso amoroso" di R. Barthes (1915-1980) un semiologo tutt'altro che scemo che ha avuto la buona idea di affondare il suo sguardo acuto in un argomento su cui è difficile non dire una caterva di banalità.

Il testo è ancora valido per svoltare da una tramvata amorosa, uno squallido tradimento, una sofferenza affettiva, l'indifferenza e la noia di un rapporto rodato. Barthes riesce a scattare delle istantanee efficacissime sugli stati d'animo, gli umori e i tormentoni che agitano la metà della coppia che ama di più. C'è sempre in una coppia il pirla che ama di più: è un must. Citatissimo è il giovane Werther che fornisce spunti con il suo delirante amore per Carlotta.

Le frasi ricorrenti una storia di coppia vengono visionate con lucidità scientifica: ti amo, adorabile!, amore mio e via discorrendo suonano come parole recitate in una commedia a dire il vero un po' scontata.

Le scene narrate sono la dichiarazione, il disagio, la gelosia, l'elogio delle lacrime, il suicidio, tutti in rigoroso ordine alfabetico.
Dalla lettura di questo libro si esce sicuramente svuotati da una buona dose di romanticismo (per chi ne avesse ancora) e si fa fatica a credere nell'unicità del sentimento che si scopre stereotipato.

È uno squarcio nel mantello del principe o nella camicetta della tanto agognata principessa.

Chi non trovasse tutto ciò di suo interesse può sempre uscire, recarsi in un'edicola e acquistare un super album "Pinocchio ce l'ha lungo come il suo naso", chiudersi in bagno, fare quello che deve e godersela. Non disperiamo che prima o poi scenda (precipiti?) dal pero.

Petite    

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